La mia unica frustrazione nell'esperienza umana è di non poter possedere, esprimere e vivere con ogni cellula del mio corpo le piccole esperienze che incrocio nel mio cammino quotidiano...
L'unica maniera per vivere e godere del mondo è affidarsi ai propri sensi, questi comprendono più di quanto le parole possano dire, più di quanto le lettere possano rappresentare.
E' possibile entrare in empatia con un animale con la propria presenza, senza spiegazioni, senza discorsi.
Tra mille mezzi di comunicazione, rifletto sul suo significato primordiale..
giovedì 5 agosto 2010
lunedì 5 aprile 2010
Trentuno
Trentuno anni tra pochi giorni. Vestito di scuro, dal sorriso facile, mi incontro molto diverso da quello che avrei immaginato dieci anni fa. "Prima di addormentarmi mi vengono in mente le cose migliori" cantava Mao... Prima di addormentarmi amo ripercorrere le cose passate, come accadeva da bambino quando nel letto pensavo alle cose che mi erano più piaciute della giornata appena trascorsa. Esistono felicità sociali e condivisibili e felicità solitarie, intime. Trentuno anni tra pochi giorni..
martedì 12 gennaio 2010
Couchsurfing again...
Il sapore di eternità accompagna ogni partenza, dopo tanti viaggi e tanto tempo non ho ancora trovato le parole che possano descrivere a me stesso la strana e irrazionale sensazione che si prova vicino ad una partenza. Cambiano i mezzi, cambiano i soldi, cambia il volto, i vestiti, le scarpe, la macchina fotografica e ogni cosa materiale ....ma lo spirito è il medesimo.
In questo viaggio rivedrò alcuni degli amici incontrati in viaggi passati grazie a Couchsurfing .. Catalina Munteanu, romena che viveva in Austria, ora vive in Scozia, Yassine da cui sono stato ospitato a Malaga si è trasferito a Barcellona, Anna e Albert vivono sempre a Terrassa.. di ognuno ho ricordi molto forti anche se diversi... E' molto difficile descrivere Couchsurfing a chi non lo conosce... noi "surfers" condividiamo tutto.. la casa, il cibo, gli amici, discussioni interminabili sulle differenze culturali, parliamo diverse lingue anche se non tutte perfettamente... per questo i nostri legami anche se brevi sono molto forti. Siamo tutti diversi ma abbiamo tante cose in comune, la più importante è "conoscere, condividere e fidarsi". In genere non amo le frasi fatte ma il motto di couchsurfing lo condivido al 100% "Participate in creating a better world, one couch at a time"
per maggiori info:
www.couchsurfing.com
In questo viaggio rivedrò alcuni degli amici incontrati in viaggi passati grazie a Couchsurfing .. Catalina Munteanu, romena che viveva in Austria, ora vive in Scozia, Yassine da cui sono stato ospitato a Malaga si è trasferito a Barcellona, Anna e Albert vivono sempre a Terrassa.. di ognuno ho ricordi molto forti anche se diversi... E' molto difficile descrivere Couchsurfing a chi non lo conosce... noi "surfers" condividiamo tutto.. la casa, il cibo, gli amici, discussioni interminabili sulle differenze culturali, parliamo diverse lingue anche se non tutte perfettamente... per questo i nostri legami anche se brevi sono molto forti. Siamo tutti diversi ma abbiamo tante cose in comune, la più importante è "conoscere, condividere e fidarsi". In genere non amo le frasi fatte ma il motto di couchsurfing lo condivido al 100% "Participate in creating a better world, one couch at a time"
per maggiori info:
www.couchsurfing.com
domenica 18 gennaio 2009
IERI, SOLO TRA POCHE ORE...
Mille volti conosciuti o meno,c'è un momento in cui ci si saluta con un abbraccio o con un cenno del capo, a volte infastidito. Le luci psichedeliche, oniriche, supportano, qualsiasi scelta di superficialità si perderà infatti nel confuso mondo del "ieri" solo tra poche ore.
Navigo tra corpi sinuosi e fuori controllo disegnati da luci che fanno sembrare un film il tutto.
Ti prendo per mano,"andiamo via da qui" .
Nel momento in cui entriamo in un altro locale sento l'atmosfera che vorrei.
Un ennesimo cocktail e un giro nella dancehall vuota.
Saliamo al secondo piano... il tunnel delle voci, ridi e ti guardo mentre siedi sul tavolo mentre mi parli senza guardarmi.
La sala è vuota ma c'è musica e qualche luce colorata ruota in cerca di persone da colorare.
Ascolto le tue parole pacate, la luce blu ti trova un poco e illumina i tuoi capelli da dietro. Il tuo corpo forma una S adagiato sul tavolo, mi piace ascoltarti,
mentre parli incroci il mio sguardo per poco e fuggi velocemente.
Chissà cosa ti passa per la mente...
Navigo tra corpi sinuosi e fuori controllo disegnati da luci che fanno sembrare un film il tutto.
Ti prendo per mano,"andiamo via da qui" .
Nel momento in cui entriamo in un altro locale sento l'atmosfera che vorrei.
Un ennesimo cocktail e un giro nella dancehall vuota.
Saliamo al secondo piano... il tunnel delle voci, ridi e ti guardo mentre siedi sul tavolo mentre mi parli senza guardarmi.
La sala è vuota ma c'è musica e qualche luce colorata ruota in cerca di persone da colorare.
Ascolto le tue parole pacate, la luce blu ti trova un poco e illumina i tuoi capelli da dietro. Il tuo corpo forma una S adagiato sul tavolo, mi piace ascoltarti,
mentre parli incroci il mio sguardo per poco e fuggi velocemente.
Chissà cosa ti passa per la mente...
martedì 30 dicembre 2008
TORINO - BUCAREST , prima parte
Alle ore undici e venti di mattina Torino città è attiva e ordinaria, sebbene il 17 Agosto imponga ritmi molto diversi da quelli invernali. Su corso Vittorio Veneto un pugno di automobili dirette chissà dove e un sole tiepido e gradevole filtra tra alberi e cemento. Il solito trolley, ha fatto i suoi anni ormai, mi accompagna con il suo ruvido rumore sull'asfalto mentre mi avvicino al terminal degli autobus. Apro la busta di carta che contiene il mio biglietto e lo rileggo
con piacere, come gustare un oggetto prezioso leggo nuovamente tutte le righe, dalla partenza
all'arrivo, dagli orari al prezzo; Torino-Bucarest, Terminal numero 4.
Ho ascoltato molti pareri sulla capitale della Romania, alcuni sensati e interessanti, altri pregiudizi fondati o meno... sommandoli tutti risulta una città dal ritratto povero, decadente, bella quanto pericolosa e misera. Sarà solo una tappa per me, ho deciso infatti che dopo tre giorni passati a Bucarest prenderò un altro Autobus diretto verso la meta di questo viaggio: Istanbul.
Il viaggio sarà lungo e sono da solo, ho contattato molti abitanti locali via internet, viaggiatori dalla stessa filosofia che vengono raccolti nel sito couchsurfing.com e sarò ospitato da loro sia in Romania che in Turchia.
Mi fermo al terminal 4 e un gruppo di persone attende individualmente, li osservo e suppongo siano tutti romeni, guardo i loro volti e cerco di immaginarli diversi dal ruolo che ha questa popolazione in italia.. di togliermi qualsiasi pregiudizio giusto o sbagliato che sia dalla mente. Voglio affrontare le persone che incontrerò con la purezza mentale di un infante.
Dopo una silenziosa attesa inizio dal nulla una discussione con l'unico ragazzo italiano che attende il mio autobus, Marco... un volto buono che mi ispira subito fiducia.
"Come mai in vacanza in Romania?" chiedo..
"Sono sposato con una donna romena, di un paese a est della Transilvania, inizialmente lei è venuta a Torino, ha provato a inserirsi lavorativamente qui ma ha capito che nessuno le avrebbe dato un lavoro decente e che sarebbe sempre stata una Rumena per cui si è trasferita nuovamente in Romania. Vado da lei per le vacanze.."
Marco mi racconta della terra, delle usanze, del modo semplice ma bello di vivere, della socialità nei paesi e villaggi e penso che siano tanti valori stupendi che contraddistinguevano anche noi italiani, ma nel nome del progresso abbiamo in parte perduto. Abbiamo parlato molto durante tutto il viaggio, Marco è umile e pacato nel raccontarmi la sua storia e la sua descrizione della Romania crea in me un'immagine nuova, gioiosa e più mite dei pareri ascoltati in precedenza.
Saliti sull'autobus cominciamo il lungo viaggio.
Gli altri compagni di viaggio parlano tra loro, sono tutti romeni; hanno volti duri e vestiti abbastanza fuorimoda.. sono lavoratori romeni in Italia e mi chiedo se siano rappresentativi della popolazione laggiù o se, come gli emigranti in generale, ne siano la classe più povera. Sono molto diffidente, i racconti ascoltati mi hanno condizionato... temo per la mia attrezzatura fotografica che ridotta all'indispensabile per questo viaggio ha comunque un valore importante per me.
Siamo in Veneto quando stanco della mia stessa curiosità, chiudo gli occhi con la borsa legata al mio braccio.
La scomodità del sedile è colpevole del mio risveglio; da subito ho l'impulso spontaneo di guardare fuori dal finestrino, è notte fonda e siano dentro un paese sicuramente straniero. Le case basse, i tetti ad angolo acuto e la segnaletica a me incomprensibile, guardo il telefono; sono le quattro e venti di mattina e un messaggio ricevuto dal mio gestore avvisa "Benvenuto in Ungheria".
Quando il sole ha cominciato a disegnare forme e colori, fuori dal mio finestrino vedo una strada lunga con ai bordi dei campi d'erba seccata dall'estate. Una pianura vasta con un edificio visibile al fondo della strada. Siamo giunti alla frontiera tra Ungheria e Romania. L'edificio razionale presidiato dalla polizia romena e ungherese ha un aspetto decadente, dimenticato nel tempo e nello spazio. Le uniche ancore con il mio mondo di modernità sono i cartelli e le bandiere dell'unione europea visibilmente più recenti degli altri, sbiaditi o rotti in parte.
Ci fermiamo poco prima della dogana per attendere i controlli di routine.
La Romania si presenta come una campagna dorata, un cielo vasto, lindo ed esplosivo... sento un senso di pace. Solo, lontano migliaia di chilometri dalla mia vita e da tutte quelle cose che definiscono l'esistenza.. per un momento solo, osservando i volti dei miei sconosciuti compagni di viaggio e l'ambiente tutto intorno, mi sento incredibilmente felice.
con piacere, come gustare un oggetto prezioso leggo nuovamente tutte le righe, dalla partenza
all'arrivo, dagli orari al prezzo; Torino-Bucarest, Terminal numero 4.
Ho ascoltato molti pareri sulla capitale della Romania, alcuni sensati e interessanti, altri pregiudizi fondati o meno... sommandoli tutti risulta una città dal ritratto povero, decadente, bella quanto pericolosa e misera. Sarà solo una tappa per me, ho deciso infatti che dopo tre giorni passati a Bucarest prenderò un altro Autobus diretto verso la meta di questo viaggio: Istanbul.
Il viaggio sarà lungo e sono da solo, ho contattato molti abitanti locali via internet, viaggiatori dalla stessa filosofia che vengono raccolti nel sito couchsurfing.com e sarò ospitato da loro sia in Romania che in Turchia.
Mi fermo al terminal 4 e un gruppo di persone attende individualmente, li osservo e suppongo siano tutti romeni, guardo i loro volti e cerco di immaginarli diversi dal ruolo che ha questa popolazione in italia.. di togliermi qualsiasi pregiudizio giusto o sbagliato che sia dalla mente. Voglio affrontare le persone che incontrerò con la purezza mentale di un infante.
Dopo una silenziosa attesa inizio dal nulla una discussione con l'unico ragazzo italiano che attende il mio autobus, Marco... un volto buono che mi ispira subito fiducia.
"Come mai in vacanza in Romania?" chiedo..
"Sono sposato con una donna romena, di un paese a est della Transilvania, inizialmente lei è venuta a Torino, ha provato a inserirsi lavorativamente qui ma ha capito che nessuno le avrebbe dato un lavoro decente e che sarebbe sempre stata una Rumena per cui si è trasferita nuovamente in Romania. Vado da lei per le vacanze.."
Marco mi racconta della terra, delle usanze, del modo semplice ma bello di vivere, della socialità nei paesi e villaggi e penso che siano tanti valori stupendi che contraddistinguevano anche noi italiani, ma nel nome del progresso abbiamo in parte perduto. Abbiamo parlato molto durante tutto il viaggio, Marco è umile e pacato nel raccontarmi la sua storia e la sua descrizione della Romania crea in me un'immagine nuova, gioiosa e più mite dei pareri ascoltati in precedenza.
Saliti sull'autobus cominciamo il lungo viaggio.
Gli altri compagni di viaggio parlano tra loro, sono tutti romeni; hanno volti duri e vestiti abbastanza fuorimoda.. sono lavoratori romeni in Italia e mi chiedo se siano rappresentativi della popolazione laggiù o se, come gli emigranti in generale, ne siano la classe più povera. Sono molto diffidente, i racconti ascoltati mi hanno condizionato... temo per la mia attrezzatura fotografica che ridotta all'indispensabile per questo viaggio ha comunque un valore importante per me.
Siamo in Veneto quando stanco della mia stessa curiosità, chiudo gli occhi con la borsa legata al mio braccio.
La scomodità del sedile è colpevole del mio risveglio; da subito ho l'impulso spontaneo di guardare fuori dal finestrino, è notte fonda e siano dentro un paese sicuramente straniero. Le case basse, i tetti ad angolo acuto e la segnaletica a me incomprensibile, guardo il telefono; sono le quattro e venti di mattina e un messaggio ricevuto dal mio gestore avvisa "Benvenuto in Ungheria".
Quando il sole ha cominciato a disegnare forme e colori, fuori dal mio finestrino vedo una strada lunga con ai bordi dei campi d'erba seccata dall'estate. Una pianura vasta con un edificio visibile al fondo della strada. Siamo giunti alla frontiera tra Ungheria e Romania. L'edificio razionale presidiato dalla polizia romena e ungherese ha un aspetto decadente, dimenticato nel tempo e nello spazio. Le uniche ancore con il mio mondo di modernità sono i cartelli e le bandiere dell'unione europea visibilmente più recenti degli altri, sbiaditi o rotti in parte.
Ci fermiamo poco prima della dogana per attendere i controlli di routine.
La Romania si presenta come una campagna dorata, un cielo vasto, lindo ed esplosivo... sento un senso di pace. Solo, lontano migliaia di chilometri dalla mia vita e da tutte quelle cose che definiscono l'esistenza.. per un momento solo, osservando i volti dei miei sconosciuti compagni di viaggio e l'ambiente tutto intorno, mi sento incredibilmente felice.
venerdì 7 novembre 2008
Arte.. o cose dimenticate sopra un ripiano inutile?
Arte? Artissima? Paratissima? credo sinceramente che ci sia più ego che sostanza... che la parola Arte giustifichi l'ingiustificabile, che l'essere umano spesso ha più bisogno di esibirsi che sostanza da esibire.
Mi è stato detto, forse a ragione, che mi piace sentirmi vecchio... ma io credo solo di non amare la sensazione di stupidità per cui preferirei non parlare se non ho nulla da dire.
Sembra che questa non sia una tendenza generale, per cui "che gli artisti espongano"
Due cose che mi vengono in mente a riguardo:
-Spesso i bambini urlano e chiamano gli adulti, per noia, per sfogare energia o spesso solo per attirare l'attenzione su di sè. Quando si chiede a questi bambini "Perchè hai chiamato?" la maggior parte delle volte non hanno nulla da dire.
-Un fotogiornalista con cui feci un workshop, Bruno Stevens, guardando le fotografie "artistiche" di qualche "artista/allievo" con molto ego e poca sostanza disse: "Sorry, I am not so clever to be an artist, I am just a photojournalist"
Mi è stato detto, forse a ragione, che mi piace sentirmi vecchio... ma io credo solo di non amare la sensazione di stupidità per cui preferirei non parlare se non ho nulla da dire.
Sembra che questa non sia una tendenza generale, per cui "che gli artisti espongano"
Due cose che mi vengono in mente a riguardo:
-Spesso i bambini urlano e chiamano gli adulti, per noia, per sfogare energia o spesso solo per attirare l'attenzione su di sè. Quando si chiede a questi bambini "Perchè hai chiamato?" la maggior parte delle volte non hanno nulla da dire.
-Un fotogiornalista con cui feci un workshop, Bruno Stevens, guardando le fotografie "artistiche" di qualche "artista/allievo" con molto ego e poca sostanza disse: "Sorry, I am not so clever to be an artist, I am just a photojournalist"
domenica 12 ottobre 2008
Profumo
Oggi ho incontrato il tuo profumo, lo portava una signora come tante in coda alla cassa del supermercato. Per un momento ho chiuso gli occhi e ho lasciato che questa potente evocazione mi inebriasse, mi riempisse. Un profumo è come un' identità, era il tuo e lei lo portava illegalmente. Il profumo sul tuo collo, sul tesoro della tua pelle bella che ho baciato a lungo. L'essere speciale, l'alchimia, le sinapsi, l'inspiegabile piacere della carne, la mente tutta messa in disordine da un odore stupendo. Arrivato alla cassa la magia svanisce, la cassiera ha un volto annoiato e la signora col tuo profumo senza sapere nulla se ne va. Sedici euro e quaranta circa per quattro cose. Si, una busta, grazie, Arrivederci.
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